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Regno delle Due Sicilie


"La peste della età nostra è il così detto laicismo coi suoi errori e i suoi empi incentivi; e voi sapete, o Venerabili Fratelli, che tale empietà non maturò in un solo giorno ma da gran tempo covava nelle viscere della società. Infatti si cominciò a negare l'impero di Cristo su tutte le genti; si negò alla Chiesa il diritto — che scaturisce dal diritto di Gesù Cristo — di ammaestrare, cioè, le genti, di far leggi, di governare i popoli per condurli alla eterna felicità. E a poco a poco la religione cristiana fu uguagliata con altre religioni false e indecorosamente abbassata al livello di queste; quindi la si sottomise al potere civile e fu lasciata quasi all'arbitrio dei principi e dei magistrati. Si andò più innanzi ancora: vi furono di quelli che pensarono di sostituire alla religione di Cristo un certo sentimento religioso naturale. Né mancarono Stati i quali opinarono di poter fare a meno di Dio, riposero la loro religione nell'irreligione e nel disprezzo di Dio stesso. I pessimi frutti, che questo allontanamento da Cristo da parte degli individui e delle nazioni produsse tanto frequentemente e tanto a lungo, Noi lamentammo nella Enciclica Ubi arcano Dei e anche oggi lamentiamo: i semi cioè della discordia sparsi dappertutto; accesi quegli odii e quelle rivalità tra i popoli, che tanto indugio ancora frappongono al ristabilimento della pace; l’intemperanza delle passioni che così spesso si nascondono sotto le apparenze del pubblico bene e dell’amor patrio; le discordie civili che ne derivarono, insieme a quel cieco e smoderato egoismo sì largamente diffuso, il quale, tendendo solo al bene privato ed al proprio comodo, tutto misura alla stregua di questo; la pace domestica profondamente turbata dalla dimenticanza e dalla trascuratezza dei doveri familiari; l’unione e la stabilità delle famiglie infrante, infine la stessa società scossa e spinta verso la rovina".


(S. S. Pio XI)

Uno dei cavalli di battaglia del sistema industriale é costituito dalla necessità della costruzione di "termovalorizzatori" (leggi inceneritori) per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti e della produzione di energia elettrica. A Modugno (Ba) da diversi anni il gruppo Marcegaglia sta cercando di costruire un "termovalorizzatore". L'opposizione ferma del popolo e dei movimenti non schierati con le logiche lobbistiche di affaristi e politicanti ha consentito (per il momento) di ostacolare la costruzione di questo "eco-mostro". I documenti che seguono, sono le Osservazioni presentate da "Azione e Tradizione" nell'ambito del procedimento regionale di Valutazione d'Impatto Ambientale. Si comprenderà, dalla lettura congiunta dei tre elaborati, come la presunta utilità dell'inceneritore proposto é tutta da dimostrare sia sul versante dei rifiuti che su quello energetico. C'é da ricordare, inoltre, come questi impianti industriali generatori anche delle pericolose diossine, sono finanziati con fondi pubblici per degli artifici legislativi che hanno equiparato - per legge - le fonti energetiche rinnovabili ai combustibili da rifiuto. Senza queste agevolazioni pubbliche, molto probabilmente, non esisterebbe alcuna convenienza economica nella gestione di questi impianti.


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