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Regno delle Due Sicilie
Conferenza sulla "messa in italiano" a quarant'anni dall'introduzione della riforma liturgica.
17/11/2009

Il 30 novembre del 1969, prima domenica di Avvento, entra in vigore il Novus Ordo Missae promulgato da Paolo VI compiendo così, sul piano liturgico, le innovazioni contenute nei documenti del Concilio Vaticano II.

Tra le differenze più evidenti della "nuova messa" vi è certamente la lingua della celebrazione: non più il latino ma le lingue nazionali. In più il sacerdote non volge più le spalle ai fedeli ma celebra di fronte ad essi.

Semplici cambiameni formali? Semplice traduzione dal latino all'italiano? Gli eccessi e gli abusi che scaturirono dalla "messa in italiano" sono stati oggetto di forti critiche anche dall'allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, card. Ratzinger il quale, salito al soglio pontificio, ha promulgato il Motu Proprio "Summorum Pontificum" con cui si procedeva ad una "liberalizzazione" della messa preconciliare.

Tutto risolto? Oppure la coesistenza di due riti inconciliabili sono l'espressione inaccettabile di due "dottrine" contrapposte?

Se ne parlerà e discuterà martedì 17 novembre 2009 alle ore 18 presso la Sede del Movimento Politico Cattolico "Azione e Tradizione" a Modugno in Via Demetrio Scura, 19.

Relazionerà don Ugo Carandino dell'Istituto Mater Boni Consilii.

La conferenza sarà preceduta - lunedì 16 novembre alle ore 19.15 - dalla celebrazione della S. Messa Tridentina (in latino) sempre presso i locali del Movimento "Azione e Tradizione".

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