Anche Modugno ha il suo caso-Marrazzo. Non c'é da meravigliarsi considerando il livello di bassissima politica nella quale gli attuali amministratoti
hanno sprofondato la città. I retroscena della vicenda sono emersi durante la seuta del Consiglio Comunale del 9 luglio 2010 riunitosi in seconda
convocazione.
All'ordine del giorno era prevista la votazione del debito fuori bilancio pari ad oltre Euro 123.000.000. Di cosa si trattava?
Lo ha spiegato nel suo intervento in Consiglio, Enzo Romito (PDL).
Romito ha chiesto conto al Vicesindaco Cozzi circa l'origine di quel debito evidenziando che:
1) trattasi di un debito sorto nei confronti del Consorzio Publigest a cui il COmune di Modugno ha affidato l'incarico di rilevazione dei cespiti
assoggetabili ad ICI e riscossione della relativa imposta per il periodo 1998-2002;
2) il Comune di Modugno con provvedimento di Giunta Comunale n° 63/2005 deliberava di proporre appello avverso il Lodo Arbitrale reso nel giudizio arbitrale
promosso dal Consorzio Publigest conferendo l'incarico della rappresentanza e della difesa all'Avv. Marilena Marrazzo;
3) l'Avvocato Marrazzo, impugnava il suddetto giudizio arbitrale attraverso un atto giudiziario notificato presso il procuratore costituito per il Consorzio
nel giudizio arbitrale;
4) la Corte d'Appello di Bari con sentenza n° 116/2010 dichiarva l'inammissibilità dell'impugnazione perché "l'impugnazione per nullità del lodo
arbitrale deve essere notificata alla parte personalmente e non presso la persona che l'abbia difesa nel procedimento arbitrale";
5) durante l'udienza del 17.1.2006 la stessa Corte - e su richiesta dello stesso Comune di Modugno - consentiva la rinnovazione della notificazione la quale,
tuttavia, avveniva oltre "il termine decadenziale di legge (90 gg)".
In sintesi: il Comune di Modugno nel 2005 conferisce mandato di difenderlo all'Avvocato Marilena Marrazzo contro il consorzio Publigest che avanzava
pretese di rimborso per un credito sul quale gravavano dubbi circa l'ammontare e la stessa legittimità atteso che era carente la documentazione probatoria
dell'esistenza del credito stesso. L'impugnazione del giudizio arbitrale avveniva sbagliando l'indirizzo del destinatario della notifica da parte
dell'Avv. Marilena Marrazzo. La Corte d'Appello, tuttavia, consentiva al Comune di Modugno di effettuare una nuova notifica e lo stesso Avv.
Marrazzo notificava, questa volta, l'impugnazione oltre il termine di 90 giorni previsto per legge
Ma poiché allo scempio giuridico non c'é mai fine cosa ti combina l'Avv. Marilena Marrazzo? Invia il 4 marzo 2010 una nota alla Dirigente dell'Ufficio
Legale nella quale si permette di contestare la legittimità della sentenza della Corte d'Appello di Bari affermando che la stessa si é basata
"su un'errata interpretazione delle norme in tema di notifica (...)" e che "il provvedimento della Corte d'Appello appare errato in fatto e in
diritto". Capito? A Bari si direbbe "ciuccia e presuntuosa" la ragazza. Ovviamente, poiché tutti "tengono famiglia", l'Avv. Marilena
Marrazzo il 30 marzo invia sempre all'Uffico Legale del Comune di Modugno, la nota spese (!) per la causa che ha fatto perdere al Comune e che
ammontano ad Euro 12.291,55... Da restare sbalorditi.
Il Comune che fa nel frattempo? Con delibera di Giunta Comunale n° 29 del 13/04/2010 decide di impugnare la sentenza di condanna della Corte d'Appello e di
conferire mandato all'Avv. Tandoi per la rappresentanza e la difesa del Comune dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione. Molto onestamente, però,
l'Avv. Tandoi, faceva pervenire una nota all'Ufficio Legale del Comune di Modugno (corredandola di alcune sentenze precedenti della Cassazione per
fatti analoghi), nella quale - di fatto - rifiutava l'incarico perché risultava "probabile una ulteriore soccombenza anche nell'eventuale giudizio in
Cassazione atteso che dalla lettura combinata della sentenza della Corte d'Appello e della sentenza suddetta, si evince chiaramente che la rinotifica
dell'atto di appello direttamente alla parte é avvenuta oltre il termine decadenziale di legge (...)".
A questo punto, il Comune di Modugno non può far altro che attivare i meccanismi per il riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ex art.
194, co. 1, lett. a) T.U.E.L. votato nel suddetto consiglio Comunale da 8 consiglieri sugli 11 presenti. Tre si sono astenuti...
Ancora una volta, quindi, i Modugnesi si trovano a pagare somme esorbitanti per la superficialità e l'incapacità amministrativa della Giunta Rana che
continua ad affidare incarichi esterni ad avvocati che puntualmente commettono madornali errori procedurali che neppure un praticante commetterebbe mai.
Vien da chidersi, a questo punto:
1) perché e sulla base di quale criterio nel 2005 venne deliberato dalla giunta di affidare l'incarico di difesa all'Avv. Marilena Marrazzo
malgrado il Comune avesse a disposizione il suo Ufficio Legale?
2) a quale amministratore comunale fa riferimento quell'Avvocato Marrazzo?
3) sarebbe possibile chiedere un risarcimento danni all'Avvocato Marrazzo per un presumibile danno erariale che ne è derivato per il Comune di
Modugno?
In merito al secondo punto, siccome noi di "Azione e Tradizione" siamo animati da uno spirito curioso, abbiamo fatto una ricerca, anche perché,
parafrasando il buon Totò, "quel nome non mi é nuovo...".Ed ecco cosa abbiamo scoperto.
Il 20 novembre del 2008 a Modugno si tenne un pubblico incontro (molto animato) relativo alle osservazioni presentate dal nostro Movimento Politico, dal
partito dei Verdi di Modugno, dall'Associazione Città Plurale, dal Comitato ProAmbiente e dall'Associazione "San Pio da Pietrelcina". Ogni invitato illustrò
nel merito il contenuto delle proprie osservazioni. Per l'Associazione San Pio da Pietrelcina intervenne indovinate chi? L'Avv. Marilena Marrazzo...
Allora? Potrebbe osservare chi ci legge. Cosa significa? Subito spiegato. La società EcoEnergia (gruppo Marcegaglia) nel rispondere alle osservazioni
presentate, scrisse nell'introduzione che "quest’ultima associazione [San Pio da Pietrelcina, ndr] ha presentato un’osservazione
che risulta assolutamente identica, per forma e contenuti, a quella presentata dal Movimento Azione e Tradizione, con la sola eccezione della prima e dell’
ultima pagina, peraltro redatte in forma tipografica diversa dal resto del documento. Per questo motivo l’osservazione della Associazione S.Pio da
Pietralcina sarà trascurata nel seguito e per le controdeduzioni si farà unicamente riferimento alle questioni sollevata dall’osservazione del Movimento
Azione e Tradizione". (vai al documento)
Chiaro? L'associazione San Pio da Pietrelcina, rappresentata durante la conferenza-dibattito sull'inceneritore dall'Avv. Marilena Marrazzo, per stessa
ammissione della società EcoEnergia, ha scopiazzato le nostre osservazioni.
Omonimia? Può darsi. Tuttavia, se si cerca il nome dell'Avv. Marilena Marrazzo nel sito dell'Ordine degli Avvocati di Bari appare questa bella ed
avvenente signora (clicca
qui).
Confrontiamola un attimo con l'Avv. Marilena Marrazzo che relazionò circa le "sue" osservazioni
allo Studio d'Impatto Ambientale
sull'inceneritore di Marcegaglia. Abbiamo estrapolato un fermoimmagine dal resoconto video di quella serata:
A noi sembra essere la stessa persona. L'Avv. Marilena Marrazzo - rappresentante dell'Associazione "San Pio da Pietrelcina" che, secondo Marcegaglia,
copiò le nostre osservazioni - é lo stesso Avvocato Marilena Marrazzo che ha fatto perdere la causa al Comune di Modugno del valore di oltre 123.000
euro.
Resta da capire, a questo punto, l'Associazione "San Pio da Pietrelcina"
a chi fa riferimento. Questo é l'ultimo tassello di questo mosaico che ci farebbe
comprendere, molto probabilmente, di chi é amica l'Avv. Marilena Marrazzo nominata dalla Giunta Comunale nel 2005 per difendere il Comune di Modugno e
che fu indicata dall'Associazione "San Pio da Pietrelcina" come relatrice durante la conferenza del 2008 sull'inceneritore. Ebbene, l'associazione san Pio da
Pietrelcina vede tra i suoi soci il rag. Vito del Zotti che nel 2005 siedeva tra i banchi del consiglio comunale
nel gruppo della Margherita poi
confluito nel PD...
L'appartenenza di del Zotti all'associazione "san Pio da Pietrelcina" é chiara come si evince anche dal commento inviato dallo stesso del
Zotti in data 02.10.2008 in merito alla notizia pubblicata da Modugno.it circa il sequestro dell'area di cantiere dell'inceneritore da parte della
Magistratura: "segnalo le osservazioni alla costruzione dell'inceneritore presentate anche dalla mia associazione "San Pio da Pietrelcina" in data
21/8/2008 a firma dell'associato vito del zotti. pietro Capasso presidente". (vai alla notizia).
Ecco chiarito il mistero. Ai Modugnesi auguriamo di serbare vivo il ricordo di questi anni e delle porcherie compiute con i soldi pubblici da una casta
inqualificabile di consiglieri, assessori e compagnia brutta.
Per la Segreteria Politica Movimento Politico Cattolico "Azione e Tradizione"
Gianvito Armenise